Bocconi, Festival: la Generazione AI alla prova del mondo algoritmico

quimilano.it

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Come già anticipato nei giorni scorsi, Il 21 e 22 gennaio l’Università Bocconi torna ad accendere i riflettori sull’innovazione con la terza edizione di AI-Festival, due giornate dedicate alle trasformazioni digitali che stanno cambiando economia, cultura e società. Nel fitto calendario di incontri, un’altro dei momenti più attesi è il panel “Generazione AI: siamo pronti al mondo algoritmico?”, in programma mercoledì 21 gennaio dalle 12:00 alle 12:40 all’Impact Forum, Open Stage 2 (piano -2). Quaranta minuti per affrontare una domanda semplice solo in apparenza, ma ormai centrale per chiunque viva e lavori dentro un ecosistema informativo dominato da piattaforme, dati e automazione.

Nel cuore del dibattito democratico contemporaneo, infatti, l’intelligenza artificiale non è più soltanto una tecnologia “di supporto”: sta diventando uno snodo cruciale di persuasionecostruzione del consenso e modellazione della sfera pubblica. Gli algoritmi decidono cosa vediamo, cosa ci viene suggerito, quali contenuti diventano virali e quali restano invisibili. E, a cascata, influenzano la formazione delle opinioni, la percezione della realtà e perfino il modo in cui ci riconosciamo dentro comunità e identità collettive.

Il panel parte da qui: da un mondo in cui la comunicazione è sempre più automatizzata e dove strumenti come profilazioneraccomandazione personalizzata e sentiment analysis contribuiscono a definire la temperatura emotiva della conversazione pubblica. Il punto non è demonizzare la tecnologia, ma capire come governarla. Perché se è vero che i sistemi intelligenti possono amplificare partecipazione e accesso alle informazioni, è altrettanto vero che possono generare distorsioni, disinformazione, polarizzazione e nuove forme di manipolazione “soft”, spesso impercettibili.

Un focus particolare sarà dedicato agli studenti universitari e, più in generale, alle nuove generazioni: non solo utenti intensivi delle piattaforme, ma anche futuri professionisti chiamati a lavorare in contesti in cui l’AI è già parte dell’infrastruttura quotidiana. Oggi chi studia si trova a interpretare un ambiente informativo profondamente trasformato: feed che cambiano di minuto in minuto, contenuti sintetici o generati, narrazioni ottimizzate per l’engagement, bolle di attenzione che possono diventare bolle di realtà. In questo scenario, l’alfabetizzazione digitale non basta più: serve una vera educazione critica al funzionamento dei sistemi.

Attraverso casi studioricerche recenti e riflessioni interdisciplinari, il talk proverà a mappare rischi e opportunità di questa “era algoritmica”. Da un lato, gli strumenti di AI possono supportare l’analisi dei fenomeni sociali, rendere più efficiente la comunicazione, potenziare l’accessibilità e aprire nuovi spazi creativi. Dall’altro, introducono dilemmi su trasparenza, accountability, bias, controllo delle informazioni e tutela della dimensione democratica. Chi decide le regole del gioco? Con quali criteri un contenuto viene promosso o penalizzato? E quanto spazio resta alla scelta individuale?

La domanda finale, che dà il titolo all’incontro, è anche la più urgente: siamo pronti come individui e come società a comprendere e governare la potenza dei sistemi che modellano ciò che vediamo, pensiamo e condividiamo? AI-Festival porta questa discussione dentro un contesto universitario, proprio dove si formano competenze, sensibilità e responsabilità del presente. Per chi vuole strumenti per leggere  e non subire  il nuovo orizzonte della Generazione AI, l’appuntamento è segnato: 21 gennaio, ore 12:00, Impact Forum, Open Stage 2.

Autore

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    Luca Bonaffini, direttore editoriale della testata QUI MILANO, in qualità di autore e cantautore ha firmato romanzi, testi teatrali e oltre venti album, collaborando con figure di spicco della musica d’autore italiana.