In un’epoca di cambiamenti repentini e sfide globali, il settore delle due ruote in Italia rappresenta un microcosmo delle dinamiche economiche e imprenditoriali attuali. Con un valore complessivo di 14,8 miliardi di Euro, la filiera di moto e bici non è solo un insieme di numeri, ma un esempio vivente di come passione, innovazione e adattabilità possano guidare il successo di un intero comparto. ANCMA’(Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) ha presentato un inedito studio qui di seguito sintetizzato e condotto da Bain & Company Italia sul comparto moto, bici e accessori
Il ruggito delle moto italiane
Il settore motociclistico italiano, con un fatturato di 9,5 miliardi di Euro, conferma il proprio primato in Europa. Non è un caso che cresca il numero di patenti A: gli italiani riscoprono la moto non solo come mezzo di trasporto urbano, ma come simbolo di libertà e passione. Dal 2020 al 2023, il mercato ha registrato una crescita media annua del 12%, evidenziando come le due ruote siano tornate protagoniste nella mobilità post-pandemica.
Questo slancio si riflette anche nella profittabilità delle aziende del settore, passata dal 4,2% al 6% nello stesso periodo. Un incremento che non è frutto del caso, ma della capacità delle imprese di intercettare nuove esigenze, innovare prodotti e rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali. Il saldo positivo della bilancia commerciale, con +470 milioni di Euro, testimonia la forza del Made in Italy e l’apprezzamento globale per la qualità italiana.
La bicicletta tra salite e discese
Se il motociclismo corre veloce, il settore ciclistico vive una fase più complessa. Dopo il boom del 2020, alimentato dalla pandemia e dagli incentivi come il bonus bici, il mercato ha subito una flessione. Tuttavia, nonostante una diminuzione dei volumi, il fatturato ha raggiunto 2,7 miliardi di Euro nel 2023, grazie all’aumento dei prezzi medi e al successo delle e-bike.
Le biciclette elettriche hanno rivoluzionato il settore, rendendo le due ruote a pedali accessibili a un pubblico più ampio. Ma questa evoluzione ha messo in luce la dipendenza dell’industria italiana dai fornitori asiatici di componenti elettrici, evidenziando la necessità di ripensare le strategie di approvvigionamento e produzione. Un monito per tutte le imprese sulla vulnerabilità delle catene globali e sull’importanza di diversificare i fornitori.
Lezioni per il mondo imprenditoriale
La storia recente delle due ruote italiane offre spunti preziosi per gli imprenditori. In un contesto di mercato in continua evoluzione, la capacità di innovare e adattarsi è fondamentale. Il successo del settore motociclistico dimostra come investire nella qualità, nella ricerca e nello sviluppo possa tradursi in crescita e profitti.
D’altro canto, le sfide affrontate dal settore ciclistico evidenziano l’importanza di anticipare le tendenze e gestire con attenzione le catene di fornitura. La dipendenza da fornitori esteri per componenti chiave può rappresentare un rischio significativo, soprattutto in un’epoca di instabilità geopolitica.
Le imprese devono quindi guardare oltre l’orizzonte immediato, investendo non solo in prodotti, ma anche in processi e relazioni che garantiscano sostenibilità nel lungo termine. Come sottolineato dal presidente di ANCMA, Mariano Roman, è essenziale un dialogo costruttivo con le istituzioni per ottenere il supporto necessario a liberare tutto il potenziale del settore.
Un futuro da scrivere insieme
Il percorso delle due ruote in Italia è emblematico di un’economia che, pur affrontando sfide complesse, ha le risorse e le competenze per emergere e guidare il cambiamento. La sinergia tra passione, eccellenza manifatturiera e innovazione può essere la chiave per costruire un futuro prospero non solo per questo comparto, ma per l’intero tessuto imprenditoriale italiano.
In un mondo che corre sempre più veloce, come una moto lanciata su una strada aperta, le imprese sono chiamate a essere agili, resilienti e visionarie. Solo così si potranno affrontare le salite e le discese del mercato, trasformando le sfide in opportunità e continuando a scrivere storie di successo Made in Italy come quella tracciata da Giacomo Agostini, per tutti solo e soltanto “Ago” con Augusta (nell’immagine a EICMA 2024).
