Negli ultimi cinque anni, Google ha visto un incremento drammatico delle sue emissioni di gas serra, quasi raddoppiate, segnando un preoccupante passo indietro rispetto agli ambiziosi obiettivi climatici dell’azienda. Con una crescita del 48% delle emissioni dal 2019 e un aumento del 13% solo nell’ultimo anno, Google si trova di fronte a una sfida ardua: conciliare la sua crescente dipendenza dall’intelligenza artificiale (AI) con l’impegno verso la neutralità climatica.
Nel 2023, le emissioni totali di gas serra di Google hanno raggiunto 14,3 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, un dato allarmante che corrisponde alla quantità di anidride carbonica prodotta annualmente da 38 centrali elettriche a gas. La principale fonte di inquinamento è rappresentata dai data center, responsabili di quasi un milione di tonnellate di CO2 aggiuntive nell’ultimo anno. Il rapporto dell’azienda sottolinea come l’integrazione sempre più massiccia dell’AI nei suoi prodotti e servizi potrebbe aggravare ulteriormente la situazione.
Le previsioni di esperti come Alex de Vries, fondatore di Digiconomist, indicano che il consumo globale di energia associato all’AI potrebbe crescere esponenzialmente nei prossimi anni, raggiungendo tra 85 e 134 TWh ogni anno (un TWh o Terawattora equivale ad miliardo di KWh). Questo impatto crescente sul consumo energetico e sulle emissioni di gas serra è aggravato dal fatto che i data center, già responsabili dell’1% dell’elettricità mondiale, potrebbero aumentare significativamente il loro consumo a causa delle esigenze computazionali dell’AI.
Nonostante la preoccupante tendenza, Google non ha abbandonato i suoi obiettivi climatici. L’azienda continua a puntare alla neutralità climatica entro il 2030 e ha messo in atto diverse strategie per migliorare l’efficienza energetica. Tra queste, l’adozione di tecniche avanzate di addestramento degli algoritmi, l’integrazione di chip di elaborazione avanzati e meccanismi di raffreddamento dei server. Inoltre, Google ha dichiarato di aver acquistato oltre 25 TWh di elettricità prodotta da fonti rinnovabili nell’ultimo anno, con il 64% dell’energia utilizzata nei suoi data center proveniente da fonti ecologiche.
La questione del costo ambientale dell’AI non è un problema esclusivo di Google. L’Università del Massachusetts Amherst e il College of Technology dell’Università del Quebec hanno entrambi sottolineato l’impatto significativo dell’addestramento di modelli di intelligenza artificiale sulle emissioni di gas serra. In questo contesto, le grandi aziende tecnologiche sono chiamate a trovare un equilibrio tra l’innovazione e la sostenibilità.
Nonostante le difficoltà, Google si mantiene ottimista sul potenziale dell’AI di guidare cambiamenti positivi. Tuttavia, la società riconosce l’incertezza e la complessità del panorama ambientale e l’importanza di uno sforzo collettivo per navigare queste sfide.
